Rispetto al trend dei benchmark industrializzati, in questo ultimo periodo (settimane) il risultato è stato estremamente debole. Certo, purtroppo, non è una nuova notizia. Nell'ultimo trimestre il Ftse Mib, ha perso circa il 12 per cento se confrontato all'inizio anno, mentre (per dare ulteriori dati), il Dax tedesco circa +5%, il Cac 40 francese riesce a limitare le perdite con -5% e infine il Down Jones circa +4%.
Il mercato azionario italiano è in sofferenza, e e continuerà ad esserlo anche nell'immediato futuro, per l'assenza sostanziale di grandi blue chips (titoli che hanno flussi globali d'investimento molto attrattivi), da aggiungere tutti le problematiche della situazione economica italiana. Inoltre anche la suddivisione del settore non da nessun aiuto: la scarsità dei valori ciclici, in questo periodo i preferiti, ma in compenso è ricco di finanziari (assicurazione e istituti bancari) che non godono di favore ottimali, anzi soffrono di una certa diffidenza.