Gli esperti della borsa prevedono un 2013 roseo
Grazie al cielo, però che si occupa quotidianamente di finanza è (per deformazione professionale) molto concreto e un po' cinico. Preferisce i numeri alle fantasie. E i furbi balzano subito all'occhio. Quindi non si può non accorgersi che c'è chi, pur dando per scontata l'Apocalisse nel 2012, riesce a trarne concrete indicazioni di investimento, fra l'altro a che pro, se tutto deve finire?, e di profitto (per lui).
L'idea apocalittica più gettonata, fra mille avanzate dai previsori catastrofici, è che una rotazione dei poli terrestri scioglierà i ghiacci polari, i mari si alzeranno di almeno 70 metri e molte terre saranno sommerse con centinaia milioni di morti. Quindi, secondo questi "profeti di salvezza", bisognerebbe vendere gli asset posseduti per comprare casa in altura (almeno 200-400 metri, per non finire sott'acqua e avere intorno terre emerse), meglio ancora se vicino a sorgenti potabili.
La cosa è intrigante, anche perché c'è da scommettere che dall'anno prossimo (o anche prima) inizieranno ad arrivare sui nostri computer strane offerte per acquistare penny stocks (titoli dal valore borsistico minimo) destinati a grandi exploit nel giro di pochi mesi, perché si occupano (proviamo a immaginare) di impianti per la depurazione dell'acqua piuttosto che della realizzazione di micro-serre per coltivare verdura nel giardino o ancora della vendita di appezzamenti di terreno immobiliare (o direttamente di case) in collina o in montagna.
Insomma, gli affari sono affari. Anche con l'Apocalisse. Almeno così i gestori di queste offerte strampalate si godranno i soldi ricavati anche dopo il 2012. Però c'è chi guarda avanti, perché pensa (come tutti quelli che non si fanno abbindolare dalle superstizioni di moda) che nel 2012 non accadrà nulla e, dopo verranno il 2013, 2014 e cosi via.
Bod Doll, il concretissimo vice chairman e chief equity strategist fundamental equities di BlackRock, si è spinto bel oltre. E ha addirittura lanciato, settimana scorsa, una nora sulle previsioni di investimento da qui al 2020. Nulla di straordinario, per carità, ma certo un forte esorcismo contro i portatori di catastrofi che pensano che fra un paio d'anni tutto finisca.
Doll, per chi è interessato, sostiene che nei prossimi dieci anni il mercato azionario americano guiderà tutti quelli del mondo sviluppato con un total return medio attorno all'8% annuo in uno scenario di crescita irregolare, intervallato da periodi recessivi. L'equity (sia pure in un contesto altamente volatile) sovra-performerà in valore la liquidità e le obbligazioni sovrane e, dal punto di vista geografico. Cina e paesi emergenti continueranno a fare meglio. Mentre i settori che probabilmente segneranno una maggiore crescita di valore sono cura della salute, energie alternative e information technology. Alla faccia dei maya e della new age.
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