I mercati frenano, lo spread sale, la Fed rilancia l'oro
Fino a quando non ci sarà la firma sull'accordo tra Atene e i creditori privati, i mercati rimarranno in oscillazione. Un pensiero quasi comune, che rende l'idea come è l'umore delle sale operative nei trading desk. Dopo oltre un semestre di ragionamenti e discussioni, le trattative in essere per evitare o almeno sancire il default di Atene continuano. E questo fase con alti e bassi fa oscillare i listini finanziari, in modo più deciso i listini europei. Tuttavia Atene ha reagito, alla ripresa delle trattative con un positivo 6%.
Non immune anche, la contemporaneo rallentamento sul mercato d'acquisti dei governativi bond dei paesi periferici, Piazza Affari è scesa dello 0,56 per cento, questo anche se alcuni titoli bancari si sono messi in evidenza. Londra -0,5%, Parigi -0,31 e in lievissima salita Francoforte con un +0,04%.
Il differenziale fra BTp e Bund sui titoli a scadenza a dieci anni è salito a 428 punti base (da 417 nella precedente giornata).
Diversa la situazione a Wall Street dove gli indici nella seconda parte della seduta (in Italia), si sono movimentati anche se con cautela in rialzo. questo dopo le decisione da parte della Federal Reserve di non variare i tassi d'interesse, con l'assicurazione che i livelli comunque rimarranno bassi per altri tre anni.
A questo punto cosa accadrà sul Forex? Non è facile rispondere, è chiaro che molto dipenderà dall'evoluzione delle fasi tese nelle zone euro, ma nella giornata di ieri erano vive delle previsioni per una fase nuova nel segno della debolezza per il biglietto verde, e questo ha spinto gli investitori immediatamente a vendere la valuta Usa. La seconda reazione dei mercati è stata quella di registrare un balzo della domanda dell'oro, portandosi in pochi attimi a 1.710 dollari per oncia, da 1.6581.
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