Il debutto a Londra di Metro Bank, sfida i colossi inglesi
Metro Bank voluta dal banchiere statunitense Veron Hill, già promotore di Commerce Bank negli Usa, si presenta così con un biglietto da visita alquanto eccentrico: biscotti per cani e caramelle per bambini nel tentativo la visita in banca un'esperienza rilassante. Tutti i giorni. Ovvero tutti i giorni della settimana anche fuori dagli orari canonici. La missione dicono gli uomini di Metro, è conquistare i clienti stufi "delle stupide regole bancarie" e introdurre logiche rivoluzionarie come lo stipendio dei dipendenti, correlato alla soddisfazione del cliente e non alla vendita dei prodotti.
Cercano, quindi, di sfondare nel cuore di quei 2,65 milioni di correntisti che nel 2009 (70% in più rispetto al 2008) hanno presentato diverse lamentele ufficiali all'Fsa, la Consob britannica, per i disservizi bancari. Se gli altri istituti abbiano fatto "un lavoro fantastico" per far fuggire i clienti, come dicono i fondatori di Metro, lo si vedrà nelle prossime settimane quando sarà possibile valutare l'impatto sulle high street della nuova creatura.
Basterà l'approccio rilassato e tutto client-oriented per spezzare il monopolio dei grandi big del credito inglese cominciando da Lloyds, il ciclope del retail? Secondo molto esperti, in realtà, oltre l'orario di servizio, la rapidità nella concessione delle carte di credito e nello sveltire le pratiche, non c'è nulla di più. Soprattutto non si sarebbero condizioni di grande favore. Il tasso per uno scoperto è di circa il 15%, un po' superiore alla media e l'online banking è limitato.
Voci che si alzano da una concorrenza, forse, nervosa. Che cosa accadrà nel sistema bancario inglese per l'arrivo di Metro lo si saprà fra qualche tempo, abbiamo detto, ma di sicuro non bisognerà attendere altri mille anni per vedere nuovi arrivi. Virgin e Tesco si scaldano da tempo per un ingresso massiccio nel retail inglese.
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 30 Luglio 2010 11:47)


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