|
Non troppo tempo fa abbiamo parlato ampiamente dell’Australia, e dei possibili andamenti della valuta locale nel prossimo futuro a breve termine. Avevamo espresso un po’ di sorpresa nel denotare che la Banca Centrale del Paese aveva lasciato invariato il costo del denaro, preferendo un rinvio della decisione e ponendo termine a dissimili manovre di tagli dei tassi che perduravano fin dallo scorso autunno.
In virtù di questa decisione, il dollaro australiano aveva compiuto una piccola ma significativa ripresa, guadagnando terreno nei confronti del principale partner della macroarea, lo yen giapponese.
Ci domandavamo tuttavia se questa ripresa del dollaro australiano potesse essere considerata l’inizio di un trend rimbalzista, o se fosse semplicemente una parentesi all’interno di un arco di depressione.
Sembra ora che gli analisti stiano propendendo rapidamente verso la prima ipotesi, quella di un andamento in ripresa della valuta australiana. Stando a un recentissimo articolo apparso su Bloomberg, che riprende alcune osservazioni (tra cui quella degli strategisti di BNP Paribas), infatti, il peggio per il dollaro australiano sarebbe oramai alle spalle, e la perdita record ottenuta dalla valuta locale contro quella statunitense (- 21% nel 2008) diventerà presto solamente un ricordo.
Si ritiene infatti probabile che il dollaro australiano, ai minimi da oltre cinque anni nei confronti del dollaro statunitense, riprenderà presto quota. Cautela, tuttavia, è doverosa in questi casi. Non si ritiene infatti altrettanto probabile che la corsa del dollaro australiano possa riconoscere i fausti del recente passato, quando la valuta locale raggiunse i massimi storici nei confronti delle principali valute partner.
È invece più probabile che la ripresa del dollaro australiano lo possa portare all’interno di un range più equilibrato, con nuovi cali in conseguenza dell’evoluzione degli scenari locali.
Un po’, insomma, come è avvenuto a inizio marzo, quando l’Istituto Nazionale di Statistica con sede a Sydney annunciò che l’economia australiana si era contratta dello 0,5% durante il quarto trimestre, dando pertanto il via ai timori di una recessione che manca nell’isola dal 1991.
Ma l’ottimismo nei confronti del dollaro australiano rimane comunque su buoni livelli. La stessa Royal Bank of Canada, ad esempio, ha annunciato ai propri investitori che, presumibilmente, il dollaro australiano si apprezzerà presto nei confronti della valuta canadese, dando adito a speculazioni circa un prossimo forte incremento delle quotazioni della valuta oceanica nei confronti di quella locale.
Staremo a vedere. Intanto, è lecito affermare che, almeno per il dollaro australiano, la tempesta sembra essere definitivamente alle spalle.
|