|
Una panoramica a tutto campo su UniCredit, sull'andamento della banca. A partire dall'ambizioso progetto di Banca Unica, mentre è rimasto fuori dalle discussioni il dossier sul nuovo azionista arabo della banca, il fondo Aabar. Fumata nera dunque sul possibile ingresso di un consigliere nel board dell'istituto. Prima della pausa estiva, e in vista dei conti semestrali la settimana prossima, il rituale incontro fra il presidente di UniCredit, "Dieter Rampl", insieme ai vertici delle Fondazioni, principali azioniste della banca, si è concentrato soprattutto sul progetto di banca unica che vedrà la luce operativamente dal primo novembre, e sul suo impatto sul territorio. Quello di ieri, durato circa tre ore e tenutosi nella sede della banca guidata da Alessandro Profumi, è l'ultimo di una serie di incontri programmati che Rampl intende perseguire in modo regolare per avere uno scambio sempre più diretto con gli azionisti.
Il presidente di Fondazione "Banco di Sicilia", uscendo dalla riunione, ha commentato l'evento come "una riunione di routine" visto che i soci si erano messi d'accordo con presidente per periodiche riunioni per fare il punto della situazione sull'istituto. E' stato un incontro di "grande civiltà", ha concluso Puglisi riferendosi all'agenzia Ansa ricordando che sulle fusioni per la banca unica e sui conti delibererà il Cda la prossima settimanale. Oltre a Puglisi a capo erano presenti i numeri uno delle Fondazioni Cariverona e Crt, Andrea Comba e Paolo Biasi; Gianni Borghi della Fondazione Manodori e Andrea Landi di Carimonte, oltre Fabrizio Palenzona vice-presidente dell'istituto. Le Fondazioni sono la cerniera tra la banca e il territorio che sta cambiando non soltanto dal punto di vista economico ma anche politico su questi scenari si sarebbero aperte delle discussioni.
L'unico dossier operativo affrontato è quello della banca unica, in programma all'inizio di agosto con l'avallo del cda in programma per dare il via all'operatività già dal 1° novembre 2010 con retroattività dal 1°gennaio del 2010. Nessuna news invece, da chi si aspettava delle decisioni sul dossier Aabar, argomento che d'altronde non era nel calendario giornaliero. Nessuno dei presenti al vertice di ieri ha voluto rivelare se si sia parlato del nuovo socio arabo. La questione principale in discussione dovrebbe essere quello della rappresentanza dell'azionista di "Abu Dhabi" in cda. Il fondo degli "Emirati Arabi Uniti" ha acquistato poco tempo fa il 4,99% del capitale dell'istituto, diventando il 2° azionista dopo Mediobanca (5,143%) e davanti alla Banca centrale libica (4,988%).
Nel cda i libici sono presenti con una vice-presidenza "Farhat Omar Bengdara, attuale presidente della Banca centrale libica, mentre su "Aabar", sempre seconde le ufficiali versioni, non si è ancora pensato a una soluzione. Ad oggi il consiglio di amministrazione di UniCredit conta 23 rappresentanti che, secondo quanto deciso e avallato da un'assemblea dei soci, è il limite massimo di posti possibili. L'ingresso di un rappresentante di Aabar può avvenire solo se si aumenta il numero a 24, così da non dover ricorrere a un rimpasto generale con l'uscita di un consigliere, possibilmente di un vice-presidente. Per farlo, però, occorrerebbe una decisione di un'assemblea straordinaria, che per ora non in programma.
|