Analisi fondamentale, previsioni sul dollaro
Il dato sull’incremento dei prezzi giunge a parziale sorpresa, visto che non erano in tanti gli osservatori che scommettevano su una diminuzione dell’inflazione attesa. Tra i principali comparti che hanno contribuito all’aumento dei prezzi, un + 2,2% dell’abbigliamento, che ha controbilanciato un lievissimo incremento del settore alimentare.
Da questa parte dell’Oceano Atlantico, il dollaro dovrà invece scontrarsi con una sterlina inglese che appare in condizioni di salute migliori del previsto. Ma non solo.
Gli analisti prevedono che il dollaro statunitense potrebbe apprezzarsi nei confronti del franco svizzero: nel Paese europeo i dati indicano un approssimarsi di un peggioramento delle condizioni economiche, con le vendite nazionali che durante il mese di febbraio sono calate di quasi il 4% dopo un buon rialzo durante il mese di gennaio.
Inoltre, sempre dalla Svizzera giungono piuttosto insistenti le ultime stime sul mercato immobiliare, che dovrebbe subire una contrazione durante i prossimi mesi. Incerta è anche l’evoluzione del mercato del lavoro, con i timori di una crescita della disoccupazione.
Diminuiscono intanto i consumi per i beni di carattere strettamente personale e discrezionale, con una flessione del 16,7% che ben si concilia con il calo di quasi il 15% nella spesa per l’abbigliamento e le calzature.
Infine, il rapporto dollaro – euro, del quale spesso parliamo su queste pagine. Sempre a proposito di indicatori fondamentali, sono giunte le conferme ufficiali dei dati forniti qualche giorno fa nell’eurozona a proposito della bilancia commerciale. Nell’area le esportazioni sono cresciute dello 0,5% durante il mese di febbraio, con un calo delle importazioni che si è assestato sotto il punto percentuale, dopo un brusco crollo durante il mese di gennaio.
Ma le previsioni sul mese di marzo e su quello di aprile non sono affatto positive: si teme infatti una nuova forte contrazione delle esportazioni, con i commerci verso i principali partner internazionali che potrebbero subire una diminuzione di quasi un quarto dei volumi complessivi rispetto allo scorso anno.
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