Buon momento per le valute di Cina e Giappone
Ad ogni modo, partiamo con ordine con il trend dello yuan cinese, che ha conseguito il più importante incremento settimanale dal dicembre del 2008, come era lecito attendersi in vista della riunione del G-20. Lo yuan è stato oggetto di qualche novità da parte delle locali istituzioni monetarie, che hanno scelto di rendere più flessibile il suo corso, con un apparente gradimento sul fronte internazionale, e un apprezzamento di circa mezzo punto percentuale negli orari di negoziazione immediatamente successivi alla decisione.
Sulla valuta cinese regna in ogni caso – come è corretto che sia – una grande cautela. Lo stesso Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato come sia troppo prematuro poter esprimere dei commenti sulle decisioni di Pechino, specialmente sugli effetti che tale scelta possano operare nei confronti di un riequilibrio dell’intera economia mondiale.
Ai margini di una conferenza stampa congiunta tenuta con il Presidente russo Dmitry Medvedev, il numero 1 della Casa Bianca ha infatti affermato che “i segnali iniziali sono positivi”, ma che è altresì “troppo presto” per potersi dichiarare pienamente soddisfatti degli effetti ottenuti.
Vengono intanto pubblicati i nuovi dati relativi al deficit del Paese nei confronti della Cina, che sale a 71 miliardi di dollari per i primi quattro mesi del 2010, 5,8 punti percentuali in più rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2009. Da una parte del Congresso non viene inoltre esclusa la possibilità di introduzione di alcune modifiche fiscali sulle importazioni cinesi, al fine di ribilanciare le conseguenze sulle movimentazioni dello yuan.
Più a oriente, lo yen continua ad affermarsi come una delle valute rifugio di maggiore preferenza nel corso di questa parte finale del primo semestre dell’anno. Secondo gli analisti della Bank of Tokyo – Mitsubishi UFJ, che hanno diramato un interessante report appena pochi giorni fa, le condizioni rimangono molto positive per la valuta locale. Il rallentamento della crescita globale dovrebbe infatti continuare ad alimentare l’interesse per lo yen, che infatti si sta apprezzando contro le principali 16 valute controparte internazionali.
Anche nell’arcipelago giapponese regna comunque l’incertezza, e l’impressione è che molto dipenderà da come i vertici europei riusciranno o meno a gestire la crisi del debito continentale.


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