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postheadericon Dagli States non hanno dubbi: il dollaro rimarr

L’ufficio stampa della Casa Bianca ha dichiarato negli scorsi giorni che il dollaro rimarrà, senza alcun dubbio, la principale fonte di riserva valutaria al mondo. Giunta nel bel mezzo del G8, l’affermazione si concludeva aggiungendo che “nonostante ciò che si è potuto sentire” non ci sarebbero assolutamente le condizioni affinché il dollaro possa perdere la sua attuale funzione di valuta di riferimento nelle riserve internazionali. Una dichiarazione particolarmente chiara, che però contrasta non solo con l’opinione di altri esponenti del G8 “allargato”, ma anche con economisti e analisti di fama internazionale.

Ma andiamo con ordine. Rimane da chiarire, innanzitutto, a quale “voce” l’ufficio stampa si sia riferito. E’ probabile che la Casa Bianca voglia scacciare qualsiasi tipo di indiscrezione circa le possibilità di una sostituzione (anche grossolanamente parziale) della valuta verde quale punto di riferimento mondiale nel mercato valutario.

Ma i riferimenti sembravano essere indirizzati soprattutto alle idee promosse dal Presidente russo Medvedev, che anche ai margini del recente G8 ha voluto ribadire la propria ipotesi: quella di utilizzare una nuova moneta, riservata a una limitata area geografica, che garantisca maggiore stabilità rispetto al dollaro statunitense. Dollaro statunitense cui, a torto o a ragione, spesso sono state attribuite delle cause piuttosto significative di alimentazione dell’attuale fase congiunturale. 
 
Ma probabilmente il riferimento è anche a riflessi che potrebbero esser contraddistinti da una natura più o meno “secondaria” sull’andamento del dollaro statunitense. Poco più remote rispetto alle ultime dichiarazioni di Medvedev sono infatti le proposte dei leader cinesi e brasiliani di utilizzare le rispettive monete per regolare gli scambi commerciali bilaterali, anziché proseguire – spesso e volentieri – nell’utilizzazione dei dollari statunitensi quale valuta contropartita nelle proprie transazioni. 
 
Tutto ciò, e anche qualche malumore timidamente sollevato nei confronti della valuta verde, aveva alimentato diverse voci sulla presunta capacità del dollaro di ritagliarsi l’attuale spazio anche nei prossimi anni. Voci che la Casa Bianca si è affrettata a sminuire, sostenendo che – data l’inconsistenza di quanto si supponeva – questi argomenti non sono stati nemmeno inseriti nell’agenda del Presidente Barack Obama. 
 
Nonostante queste ulteriori affermazioni, non tutti sono convinti che la vicenda valutaria sia rimasta completamente estranea dall’appuntamento del G8 svoltosi la scorsa settimana a L’Aquila. È invece piuttosto probabile che, durante qualche incontro bilaterale, l’argomento sia stato almeno accennato anche se, data la delicatezza del tema e la mancanza di posizioni omogenee, è possibile che si sia deciso di rimandare il focus a tempi più propizi…

Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Luglio 2009 15:05)

 
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