Dollaro, ci prepariamo al rimbalzo?
Tra le varie osservazioni pubblicate negli ultimi giorni, segnaliamo ad esempio quelle ad opera di Deutsche Bank e di Bank of America, che stimano un apprezzamento della valuta statunitense probabilmente in doppia cifra entro la fine dell’anno contro la moneta unica europea.
In particolare, secondo gli economisti di Deutsche Bank (una delle società leader internazionali delle transazioni sul Forex), il dollaro avrà, con ragionevoli certezze, un andamento sensibilmente crescente dei propri valori. Il merito andrebbe in questo caso attribuito alla situazione economica degli Stati Uniti, che potrebbero uscire prima del previsto (e prima di altre nazioni economicamente sviluppate) dall’attuale scenario di crisi finanziaria.
Ed effettivamente Deutsche Bank ha già potuto riscuotere successo quando, a inizio anno, ebbe modo di prevedere un calo del dollaro verso la soglia dell’1,40 per euro entro la fine di giugno; ora l’istituto tedesco vuole rilanciare, e auspica un rafforzamento del dollaro fino al 17% nei prossimi due trimestri, fino a toccare quota 1,20 per euro. Se la stima di Deutsche Bank dovesse rivelarsi esatta, si tratterebbe di una straordinaria rimonta della valuta verde, mai osservata sui mercati valutari internazionali dal 1981.
Segni di rafforzamento, inoltre, che il dollaro dovrebbe mantenere anche nei confronti delle altre principali valute sullo scenario mondiale.
Tra di esse lo yen, che rappresenta una delle pecore nere del Forex 2009, contro il quale da inizio anno ad oggi la valuta statunitense ha già guadagnato il 6%. Facile prevedere un’ulteriore estensione di questo trend (lo yen ha mostrato segni di debolezza nei confronti di tutte le 16 valute più negoziate al mondo), anche se recenti studi dimostrano come la valuta giapponese stia preparando le carte in regola per avviare un periodo di resistenza, preannunciando un probabile riassesto su valori di maggior pregio.
La determinante principale dell’attendibilità di tali previsioni sarà tuttavia l’esatta stima del trend dell’economia statunitense. Secondo Bloomberg il Prodotto Interno Lordo a stelle e strisce dovrebbe chiudere a quota – 2,7% nel 2009, per poi riprendere vigore con un + 1,9% nel 2010. Gli Stati Uniti sarebbero pertanto in grado di contenere le perdite dell’anno in corso rispetto all’area Euro (per la quale si prevede un anno in calo al 4,3%) e ripartire al meglio nell’anno successivo (l’espansione del Pil dell’eurozona dovrebbe infatti rimanere intorno allo 0,5%).
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