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postheadericon Euro, cosa succederà con il taglio dei tassi

Non sembrano esserci grandi dubbi sulle prossime mosse di politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea. L’istituzione internazionale dovrebbe infatti procedere, nel corso delle prossime settimane, a ridurre ulteriormente il livello dei tassi di interesse presi come riferimento per le operazioni di rifinanziamento. Questa decisione, che separa gli intenti della Banca Centrale Europea da quelli di altre principali istituzioni monetarie internazionali (tra cui la Bank of England) fa auspicare, pertanto, che presto possa esservi lo spazio per un crescente taglio nel costo del denaro.

Ma cosa succederà ora che i tassi di interesse continueranno a calare (almeno all’interno dell’Eurozona), e lo faranno in concomitanza con l’approfondirsi di uno scenario recessivo internazionale? 
 
Secondo le più recenti analisi, il clima di parziale incertezza sul futuro dell’euro proseguirà costante anche nel corso delle prossime settimane. Prima dell’inizio della crisi, infatti, l’euro era considerata come una delle valute in grado di reggere meglio all’impatto delle avversità finanziarie, con una maggiore omogeneità di osservazione rispetto a quella riscontrabile nello stato attuale. 
 
Ora le analisi si sovrappongono e, in molti casi, contrastano le une con le altre, dando un’immagine piuttosto incerta delle condizioni di salute dell’Eurozona, oramai accomunata, in quanto a previsioni, ad altre aree del mondo che non troppo tempo fa si consideravano più deteriorate del Vecchio Continente. 
 
A poco sono serviti gli interventi collezionati durate le riunioni del G20, che hanno sì dato un po’ di fiducia ai mercati, ma che hanno anche lasciato intendere che i benefici predisposti per combattere la recessione avranno degli effetti eterogenei sulle varie aree di riferimento. Il rischio è, in altri termini, che proprio a causa dei previsti interventi, l’Europa possa ottenere minori aiuti rispetto ad altre aree economiche, come gli Stati Uniti, il Regno Unito, o alcuni tra i principali Paesi asiatici (Cina in testa). 
 
Ad ogni modo, ancora oggi l’euro può contare su un atteggiamento più ottimista nei propri confronti da parte degli analisti, rispetto a quanto avviene nei confronti di altre grandi valute internazionali. 
 
Un punto a vantaggio della stessa valuta può essere proprio l’esistenza di un margine piuttosto sostanzioso nel taglio dei tassi. Attualmente il livello è fissato all’1,50%, ma nel corso di aprile si attende una nuova contrazione di 50 punti base, con la conseguenza di infrangere un nuovo record nell’ambito delle politiche monetarie della BCE. Vedremo cosa succederà alle quotazioni della moneta, nei giorni successivi alla decisione.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 10 Novembre 2010 12:53)

 
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