Euro, Credit Agricole scommette sul deprezzamento
Le notizie che continuano a provenire piuttosto mestamente dalla Grecia proseguono a condizionare le previsioni a breve e a medio termine sull’euro. La valuta unica europea sta subendo una forte penalizzazione a causa della crisi di uno dei membri dell’eurozona, per una serie di criticità che rischiano di espandersi rapidamente ad altre nazioni del vecchio Continente, Portogallo in testa.
Di quanto sopra sembra essere particolarmente convinta la divisione di analisti di Credit Agricole. L’istituto di credito francese è infatti pronto a scommettere che nel corso delle prossime giornate l’euro si deprezzerà fino a toccare quota 1,30 nei confronti del dollaro statunitense, a principale causa, come ricordato sopra, degli effetti negativi provenienti da Atene.
Sul fronte del medio periodo, invece, il rischio più concreto è quello che si possa creare una sorta di spirale negativa, e che le misure di austerità applicate dalla Grecia abbiano delle ripercussioni molto più forti di quelle già osservate, con conseguenze nocive per le condizioni di crescita dell’eurozona, e di stabilità della valuta unica europea.
Credit Agricole, infatti, ha annunciato che secondo le opinioni degli analisti consultati, vi sarebbe il 60,2% di probabilità che entro la data del 19 maggio l’euro si possa deprezzare fino a quota 1,30 unità nei confronti del dollaro statunitense. A quella data, infatti, la Grecia dovrà prepararsi a rimborsare circa 8,5 miliardi di euro di bond, recuperando il denaro necessario per non compromettere definitivamente le proprie finanze, già di per sé particolarmente afflitte dalle note vicende.
Sul medio periodo, invece, le previsioni si fanno meno concrete: tutto dipenderà ovviamente dal modo in cui la Grecia riuscirà a reagire al difficile scenario che sta contraddistinguendo questa prima parte del 2010, e alle modalità con cui otterrà le risorse necessarie per superare gli squilibri, in una risalita che non sembra tuttavia profilarsi come breve o priva di sacrifici.
Sul fronte dei credit default swaps, infine, registriamo il nuovo – l’ennesimo – rialzo dei valori. Oramai i cds sui bond governativi sono cresciuti oltre quota 825 punti, toccando record recenti ovviamente emblematici. Iniziano inoltre a preoccupare i dati relativi al Portogallo. Ai bond del Paese sono infatti attribuiti cds con valori vicini ai 400 punti, in continuo incremento.
Oltre all’istituto di credito transalpino, sono convinti dello scontato apprezzamento a breve termine del dollaro statunitense nei confronti dell’euro anche la stragrande maggioranza degli analisti americani, che mantengono però un riserbo maggiore sul medio periodo, sul quale vige ancora la presenza di una nebbia lontana dal diradarsi.
Sul fronte del medio periodo, invece, il rischio più concreto è quello che si possa creare una sorta di spirale negativa, e che le misure di austerità applicate dalla Grecia abbiano delle ripercussioni molto più forti di quelle già osservate, con conseguenze nocive per le condizioni di crescita dell’eurozona, e di stabilità della valuta unica europea.
Credit Agricole, infatti, ha annunciato che secondo le opinioni degli analisti consultati, vi sarebbe il 60,2% di probabilità che entro la data del 19 maggio l’euro si possa deprezzare fino a quota 1,30 unità nei confronti del dollaro statunitense. A quella data, infatti, la Grecia dovrà prepararsi a rimborsare circa 8,5 miliardi di euro di bond, recuperando il denaro necessario per non compromettere definitivamente le proprie finanze, già di per sé particolarmente afflitte dalle note vicende.
Sul medio periodo, invece, le previsioni si fanno meno concrete: tutto dipenderà ovviamente dal modo in cui la Grecia riuscirà a reagire al difficile scenario che sta contraddistinguendo questa prima parte del 2010, e alle modalità con cui otterrà le risorse necessarie per superare gli squilibri, in una risalita che non sembra tuttavia profilarsi come breve o priva di sacrifici.
Sul fronte dei credit default swaps, infine, registriamo il nuovo – l’ennesimo – rialzo dei valori. Oramai i cds sui bond governativi sono cresciuti oltre quota 825 punti, toccando record recenti ovviamente emblematici. Iniziano inoltre a preoccupare i dati relativi al Portogallo. Ai bond del Paese sono infatti attribuiti cds con valori vicini ai 400 punti, in continuo incremento.
Oltre all’istituto di credito transalpino, sono convinti dello scontato apprezzamento a breve termine del dollaro statunitense nei confronti dell’euro anche la stragrande maggioranza degli analisti americani, che mantengono però un riserbo maggiore sul medio periodo, sul quale vige ancora la presenza di una nebbia lontana dal diradarsi.
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