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postheadericon Euro in debolezza nei confronti del dollaro statunitense

L’euro chiude la settimana in debolezza nei confronti del dollaro statunitense, reagendo in maniera non prettamente positiva anche nei confronti di uno yen verso il quale iniziano ad aprirsi degli spiragli di ottimismo, e verso altre valute internazionali di grande negoziazione. La causa principale di questa fase di deprezzamento della valuta unica europea va ricercata soprattutto nei nuovi dati pubblicati dal governo tedesco, che dimostrano come il Paese – la più grande economia del vecchio Continente – abbia chiuso il primo trimestre dell’anno con una contrazione della produttività lorda superiore a quanto atteso dagli economisti internazionali. 
 
Questo dato va ad appesantire l’analisi – già di per sé piuttosto deprimente – sulle potenzialità di crescita dell’intera area, per la quale ci si attende una flessione ad un ritmo record negli ultimi tredici anni. 
 
Quanto sta accadendo in Europa sembra inoltre sufficiente per convincere buona parte degli analisti internazionali a togliere la fiducia alla moneta europea, per la quale si prevede una fase di calo giustificata dall’assenza di chiari segnali di recupero dell’economia continentale e, in essa, di quella dell’euro regione. 
 
Tornando ai dati macroeconomici, rileviamo che il Prodotto Interno Lordo della Germania sia diminuito del 3,8% durante il primo trimestre del 2009 rispetto a quanto conseguito durante l’ultimo quarto del 2008, quando dovette in ogni caso registrare una nuova contrazione pari al 2,2%. Complessivamente, la produttività interna lorda dell’area è invece calata del 2%. 
 
La notizia del cattivo andamento dell’economia tedesca giunge successivamente allo scemarsi degli effetti – di per sé meno significativi del previsto – delle politiche della Banca Centrale Europea, che nella giornata del 7 maggio ha ridotto i tassi di interesse di riferimento ad un livello record pari all’1%, annunciando nel contempo un piano per acquistare 60 miliardi di euro di covered bonds. 
 
La politica BCE non è però bastata a rilanciare la forza della valuta unica europea nei confronti del dollaro statunitense, grazie anche al fatto che - dall’altra parte dell’Oceano - non sono certo giunte notizie troppo allarmanti sull’andamento della locale economia. Secondo un report preliminare, infatti, la produzione industriale statunitense sarebbe calata durante il mese di aprile ad un ritmo mai così lento durante gli ultimi sei mesi, segnalando probabilmente un arrestarsi della caduta dell’output produttivo americano. 
 
Stando a quanto rivela Bloomberg, la produzione industriale dovrebbe infatti essersi contratta dello 0,6%, dopo aver compiuto un passo indietro pari all’1,5% durante il mese di marzo.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 22 Maggio 2009 11:26)

 
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