Euro, ripresa su dichiarazioni BCE
L'euro riesce a rialzare la testa nel corso dell'ultima settimana di negoziazioni, tornando ai massimi livelli degli scorsi dieci giorni nei confronti del dollaro statunitense prima, e dello yen giapponese poi. Una ripresa graduale, che si è materializzata nelle ultime 3-4 sessioni di negoziazione dopo cali piuttosto bruschi nelle settimane precedenti, a causa delle note vicende che hanno coinvolto lo stato di salute del debito del vecchio Continente, con la crisi greca che ha rischiato (rischia?) di diffondersi anche ad altri membri della stessa area euro.
Per ricalibrare l'attenzione nei confronti della valuta unica europea è stato necessario attendere le ultime dichiarazioni del Presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, che ha contribuito a rassenerare gli animi degli investitori internazionali, non più così propensi, negli ultimi giorni, a rinnovare la fiducia sulle tradizionali valute rifugio alternative.
Il vertice della Banca Centrale Europea ha infatti annunciato che il proprio istituto monetario potrebbe offrire maggiore liquidità (anzi, “tutta la liquidità necessaria”) per fronteggiare la crisi, se questa dovesse proseguire ulteriormente. Operativamente, ci pare che le dichiarazioni della Banca Centrale Europea siano interpretabili come una volontà di rendersi disponibile ad acquistare bond governativi, principalmente su indicazione.
Alla luce di quanto sopra, l'euro è riuscito ad avvantaggiarsi nei confronti delle principali valute di riferimento internazionali, invertendo almeno parzialmente la tendenza intrapresa nelle scorse settimane. Le dichiarazioni della BCE allontanano, in altri termini, il panico da default generalizzato nell'eurozona, e potrebbe pertanto prendere il via un discreto momento di salute per l'eurozona, con dei rimbalzi anche significativi nel breve termine.
Minore è invece la fiducia sul medio termine, soprattutto per quanto riguarda l'apprezzamento eventuale nei confronti del dollaro statunitense. Tutto dipenderà comunque dalla sostenibilità delle politiche europee, sulle quali se ne saprà di più nel corso dei prossimi 40 giorni.
Sempre in ambito europeo, intanto, la sterlina cerca di fronteggiare al meglio le difficoltà del Continente, con delle prestazioni non troppo negative. Nel corso dell'ultima settimana, anzi, la valuta britannica era riuscita a toccare un massimo periodale contro il dollaro statunitense, prima che venissero poi pubblicati gli ultimi dati sulla produzione locale.
La sterlina potrebbe apprezzarsi ancora nei confronti della valuta statunitense entro la fine del mese di giugno. Buoni anche i propositi contro l'euro, che al di là dei rimbalzi plausibili (ma soprattutto contro la valuta verde, verso la quale, da inizio anno, ha perso già 17 punti percentuali), dovrebbe attraversare uno stadio di debolezza prolungata in rapporto alla moneta d'oltre manica.
Il vertice della Banca Centrale Europea ha infatti annunciato che il proprio istituto monetario potrebbe offrire maggiore liquidità (anzi, “tutta la liquidità necessaria”) per fronteggiare la crisi, se questa dovesse proseguire ulteriormente. Operativamente, ci pare che le dichiarazioni della Banca Centrale Europea siano interpretabili come una volontà di rendersi disponibile ad acquistare bond governativi, principalmente su indicazione.
Alla luce di quanto sopra, l'euro è riuscito ad avvantaggiarsi nei confronti delle principali valute di riferimento internazionali, invertendo almeno parzialmente la tendenza intrapresa nelle scorse settimane. Le dichiarazioni della BCE allontanano, in altri termini, il panico da default generalizzato nell'eurozona, e potrebbe pertanto prendere il via un discreto momento di salute per l'eurozona, con dei rimbalzi anche significativi nel breve termine.
Minore è invece la fiducia sul medio termine, soprattutto per quanto riguarda l'apprezzamento eventuale nei confronti del dollaro statunitense. Tutto dipenderà comunque dalla sostenibilità delle politiche europee, sulle quali se ne saprà di più nel corso dei prossimi 40 giorni.
Sempre in ambito europeo, intanto, la sterlina cerca di fronteggiare al meglio le difficoltà del Continente, con delle prestazioni non troppo negative. Nel corso dell'ultima settimana, anzi, la valuta britannica era riuscita a toccare un massimo periodale contro il dollaro statunitense, prima che venissero poi pubblicati gli ultimi dati sulla produzione locale.
La sterlina potrebbe apprezzarsi ancora nei confronti della valuta statunitense entro la fine del mese di giugno. Buoni anche i propositi contro l'euro, che al di là dei rimbalzi plausibili (ma soprattutto contro la valuta verde, verso la quale, da inizio anno, ha perso già 17 punti percentuali), dovrebbe attraversare uno stadio di debolezza prolungata in rapporto alla moneta d'oltre manica.
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