Franco svizzero, presto nuova ripresa
Alcuni segnali fondamentali, particolarmente attesi all’interno del calendario macroeconomico svizzero, sembrano inoltre confermare questo presentimento, incoraggiando lo spirito di coloro – e non sono certamente pochi – che si dicono convinti che il franco svizzero stia per riprendere lo smalto passato.
Stando a quanto dichiarato dalla locale Banca Centrale e dal locale Istituto di Statistica, infatti, le vendite al dettaglio sarebbero cresciute dello 0,9% durante il mese di giugno, in netta controtendenza rispetto al declino (- 1,4%) del mese precedente. Crescono anche le esportazioni (+ 4,1%) sulla base di una domanda piuttosto forte nel Vecchio Continente. A crescere è anche la fiducia degli investitori svizzeri, il cui indice di riferimento sale da quota 0,0 a quota 18,6, per la misura massima negli ultimi tre anni.
I dati interni svizzeri, uniti ai fondamentali europei (a loro volta mantenuti… in vita soprattutto dalle economie di Francia e Germania), stanno portando gli analisti a considerare che l’inizio della ripresa definitiva sia oramai vicino. Su tutti i dati sopra citati, è stato accolto con particolare entusiasmo la crescita delle esportazioni, specie perché l’incremento si basa su forte aumento dell’export verso i Paesi dell’eurozona, e non solamente grazie ai livelli soddisfacenti del resto del mondo.
Ad essere convinti della ripresa non solo però solamente alcune tra le principali società di analisi. Anche la Banca Centrale, infatti, pochi giorni fa si è detta convinta di ciò attraverso le parole di uno dei suoi membri, Thomas Jordan. Jordan ha infatti sostenuto che la propria istituzione monetaria per il momento manterrà invariati i tassi di interesse di riferimento, aggiungendo di poter scorgere con chiarezza i segnali di una ripresa basata soprattutto sul buon andamento della bilancia commerciale.
Lo stesso Jordan ha poi precisato che la Banca vigilerà attentamente per evitare che il franco svizzero possa apprezzarsi eccessivamente nei confronti dell’euro, proprio ora che le esportazioni sono in fase di nuova crescita. Per tale ragione sono previsti interventi più o meno incisivi da parte dei membri della Banca ogni qual volta il rapporto di cambio toccherà livelli che Jordan ha definito come “indesiderabili”.
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