Franco svizzero, si prevedono deprezzamenti
Dopo averlo fatto nel corso della prossima settimana, torniamo a parlare del franco svizzero, con un’integrazione alle precedenti previsioni in seguito ai più recenti sviluppi.
Se ben vi ricordate avevamo sottolineato come la valuta svizzera non incontri – attualmente – una grande fiducia da parte dei principali osservatori internazionali. Il franco ha vissuto un periodo di particolare debolezza e incertezza, che lo ha traghettato rapidamente dall’essere una delle valute rifugio per eccellenza, al divenire una valuta buona per le diversificazioni di impieghi, ma non troppo buona per scommettere in massa su un suo pronto apprezzamento. A supportare questa convinzione vi era soprattutto la convinzione che le decisioni passate di politica monetaria da parte della Banca Nazionale Svizzera non abbiano prodotto i risultati sperati, e che ora vi siano pochi margini per produrre quelle manovre piuttosto radicali che potrebbero rilanciare la valuta locale: il tasso di riferimento per le operazioni a tre mesi, ricordiamo, è infatti già stato stabilito su livelli minimi (è ora compreso tra lo 0% e lo 0,5%), con conseguente assenza di un margine di azione per nuove riduzioni.
Le nuove previsioni del franco svizzero – diramate da diverse società di analisi pochi giorni fa – sembrano porre ulteriormente l’accento sul potenziale deprezzamento del franco, in concomitanza con un calendario economico particolarmente critico, che darà probabilmente alla luce dei dati molto negativi sulla crescita economica del Paese, e estremamente incerti sull’andamento dell’inflazione locale.
Il trend dell’inflazione, che a marzo dovrebbe essersi assestata su un livello praticamente piatto, potrebbe infatti contribuire ad alimentare la paura, sempre crescente, di una deflazione nel breve termine.
Quanto appena detto si unisce alle parole del governatore della Banca Nazionale – Jean Pierre Roth – che ha dichiarato di attendersi un’economia ‘stagnante’ durante il 2010, con una crescita del Prodotto Interno Lordo della Svizzera che non dovrebbe superare un range compreso tra il 2,5% e il 3,0% durante l’anno in corso.
Altri membri della stessa istituzione monetaria sono invece stati ancor più pessimisti, sostenendo che la Svizzera affronterà, per tutto l’anno in corso, una recessione piuttosto dura, auspicando pertanto l’approvazione di manovre straordinarie per fronteggiare lo scenario attuale e futuro.
A farne le spese dovrebbe essere, nella maggior parte delle ipotesi, l’andamento della forza della valuta nazionale: sempre più analisi consigliano di tenersi alla larga dalla scommessa di un pronto apprezzamento del franco svizzero, preferendo invece mantenere delle ipotesi di deprezzamento nel corso del mese di aprile…
Se ben vi ricordate avevamo sottolineato come la valuta svizzera non incontri – attualmente – una grande fiducia da parte dei principali osservatori internazionali. Il franco ha vissuto un periodo di particolare debolezza e incertezza, che lo ha traghettato rapidamente dall’essere una delle valute rifugio per eccellenza, al divenire una valuta buona per le diversificazioni di impieghi, ma non troppo buona per scommettere in massa su un suo pronto apprezzamento. A supportare questa convinzione vi era soprattutto la convinzione che le decisioni passate di politica monetaria da parte della Banca Nazionale Svizzera non abbiano prodotto i risultati sperati, e che ora vi siano pochi margini per produrre quelle manovre piuttosto radicali che potrebbero rilanciare la valuta locale: il tasso di riferimento per le operazioni a tre mesi, ricordiamo, è infatti già stato stabilito su livelli minimi (è ora compreso tra lo 0% e lo 0,5%), con conseguente assenza di un margine di azione per nuove riduzioni.
Le nuove previsioni del franco svizzero – diramate da diverse società di analisi pochi giorni fa – sembrano porre ulteriormente l’accento sul potenziale deprezzamento del franco, in concomitanza con un calendario economico particolarmente critico, che darà probabilmente alla luce dei dati molto negativi sulla crescita economica del Paese, e estremamente incerti sull’andamento dell’inflazione locale.
Il trend dell’inflazione, che a marzo dovrebbe essersi assestata su un livello praticamente piatto, potrebbe infatti contribuire ad alimentare la paura, sempre crescente, di una deflazione nel breve termine.
Quanto appena detto si unisce alle parole del governatore della Banca Nazionale – Jean Pierre Roth – che ha dichiarato di attendersi un’economia ‘stagnante’ durante il 2010, con una crescita del Prodotto Interno Lordo della Svizzera che non dovrebbe superare un range compreso tra il 2,5% e il 3,0% durante l’anno in corso.
Altri membri della stessa istituzione monetaria sono invece stati ancor più pessimisti, sostenendo che la Svizzera affronterà, per tutto l’anno in corso, una recessione piuttosto dura, auspicando pertanto l’approvazione di manovre straordinarie per fronteggiare lo scenario attuale e futuro.
A farne le spese dovrebbe essere, nella maggior parte delle ipotesi, l’andamento della forza della valuta nazionale: sempre più analisi consigliano di tenersi alla larga dalla scommessa di un pronto apprezzamento del franco svizzero, preferendo invece mantenere delle ipotesi di deprezzamento nel corso del mese di aprile…
| < Prec. | Succ. > |
|---|


Chat dal Vivo