Franco svizzero troppo forte, interviene la Banca Centrale
Proprio per evitare che il franco svizzero si apprezzasse in maniera troppo rapida, la Banca Nazionale Svizzera avrebbe dato il via libera a ingenti quantitativi di ordini di acquisto di euro contro franchi svizzeri, passando, in un secondo momento, ad acquistare anche dollari statunitensi contro le proprie valute locali.
Sul perché si sia reso necessario questo intervento piuttosto deciso e invasivo da parte dell’istituzione monetaria europea, è in parte già stato detto. Il franco svizzero aveva raggiunto i massimi negli ultimi tre mesi, tagliando quel livello evidentemente ritenuto massimo da parte della Banca Centrale del Paese centro-europeo.
Secondo gli analisti, gli interventi della Banca Nazionale Svizzera non dovrebbero essere affatto conclusi. E’ infatti probabile che, nel caso in cui la situazione economica non dovesse presto migliorare in maniera sensibile, la Banca possa intervenire nel mercato valutario. E ciò sarebbe d’altronde possibile – ha proseguito un’osservazione piuttosto approfondita condotta dalla ING – anche nel caso in cui il franco svizzero non dovesse più apprezzarsi come nel recente passato.
Insomma, la Svizzera sembra potersi candidare ad essere una delle nazioni con l’istituzione monetaria tra le più attive del 2009. Secondo Bloomberg, il comportamento della Banca Centrale del Paese europeo sarebbe assimilabile solo ad alcune altre istituzioni equivalenti, come in Malaysia e in Thailandia, con le rispettive Banche centrali particolarmente impegnate sul fronte valutario internazionale. Tutte con l’ovvio obiettivo di indebolire le proprie valute di riferimento al fine di incentivare la crescita delle esportazioni.
Concordi con questa strategia anche alcune altre nazioni europee, come il Regno Unito e l’Australia, che stanno cercando di mantenere su livelli relativamente deboli le proprie valute, sfruttando fasi di deprezzamento come variabili determinanti per la crescita economica. Di ipotesi inversa sembrano invece essere gli Stati Uniti, impegnati a mantenere il dollaro su buoni livelli di forza.
Alla fine bisognerà anche valutare come (e se) tali proposito verranno realizzati, ben sapendo che non sempre le Banche Centrali riescono a orientare a proprio piacimento l’andamento delle valute di riferimento, con il rischio di scatenare dei trend non governabili. Allo stato attuale delle cose, scommettere sul deprezzamento del franco svizzero potrebbe però rivelarsi una scelta appropriata.
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