FT: Corona norvegese nuovo rifugio valutario
A noi l’idea è piaciuta, perché supportata da valide argomentazioni, e la riproponiamo nelle stesse vesti con cui è stata lanciata pochi giorni fa. Il Financial Times ha infatti dichiarato che, a parziale sorpresa, una delle nuove valute rifugio su cui investire in tempi difficili dovrebbe essere la corona norvegese.
La scelta del Financial Times, dicevamo, ci pare ben supportata. Effettivamente, ricorda lo stesso media, il “tradizionale” franco svizzero non sembra poter offrire più le garanzie di un tempo, soprattutto ora che la Banca Centrale ha deciso di intervenire con alcune mosse di politica monetaria che indeboliranno la valuta del Paese centro-europeo.
Dove allora rivolgere lo sguardo? Qualche investitore si è lanciato al di là dell’Oceano, (ri)dando fiducia al dollaro statunitense, sul quale però aleggiano molti e molti dubbi sul futuro a breve termine. Per non parlare dello yen, per il quale si prevedono ancora tempi difficili, supportati da un brusco passo indietro nel livello delle esportazioni, da sempre vera forza motrice per l’economia nipponica.
Il Financial Times invece sostiene che, all’interno degli stessi confini del Vecchio Continente, c’è una valuta che potrebbe fungere bene da safe-haven in periodi recessivi quali quello attuale: la corona della Norvegia, definita da alcuni analisti come la valuta attualmente più promettente dell’intero Pianeta.
Le dichiarazioni così entusiastiche, però, in fin dei conti non sorprendono totalmente. Innanzitutto la corona norvegese parte da un buon punto, con alle spalle un minimo storico raggiunto nei confronti della “vicina” valuta unica europea, l’euro. Un declino, quello conosciuto durante la fine del 2008, spinto soprattutto da una forte instabilità nei prezzi petroliferi ed energetici, che invece ora sembrano essersi fermati su prezzi prevedibili.
Inoltre, anche nelle scorse settimane la corona ha dimostrato di poter reggere il confronto con le valute meglio performanti del momento. La valuta norvegese ha ad esempio avuto un buon comportamento nei confronti del dollaro statunitense, guadagnando oltre il 3% da gennaio ad oggi, e recuperando oltre il 10% nei confronti dell’euro durante lo stesso periodo.
Gli analisti prevedono che il periodo positivo per la valuta norvegese possa durare almeno per tutto il 2009, estendendo una ventata di ottimismo anche per il 2010, anno per il quale, tuttavia, non ci sentiamo di supportare alcun consiglio.
Infine, la Norvegia è riuscita a evitare l’ondata di recessione che ha colpito la quasi intera Europa, crescendo dell’1,3% durante il quarto trimestre del 2008 e dimostrando una solidità quasi sorprendente.
Dove allora rivolgere lo sguardo? Qualche investitore si è lanciato al di là dell’Oceano, (ri)dando fiducia al dollaro statunitense, sul quale però aleggiano molti e molti dubbi sul futuro a breve termine. Per non parlare dello yen, per il quale si prevedono ancora tempi difficili, supportati da un brusco passo indietro nel livello delle esportazioni, da sempre vera forza motrice per l’economia nipponica.
Il Financial Times invece sostiene che, all’interno degli stessi confini del Vecchio Continente, c’è una valuta che potrebbe fungere bene da safe-haven in periodi recessivi quali quello attuale: la corona della Norvegia, definita da alcuni analisti come la valuta attualmente più promettente dell’intero Pianeta.
Le dichiarazioni così entusiastiche, però, in fin dei conti non sorprendono totalmente. Innanzitutto la corona norvegese parte da un buon punto, con alle spalle un minimo storico raggiunto nei confronti della “vicina” valuta unica europea, l’euro. Un declino, quello conosciuto durante la fine del 2008, spinto soprattutto da una forte instabilità nei prezzi petroliferi ed energetici, che invece ora sembrano essersi fermati su prezzi prevedibili.
Inoltre, anche nelle scorse settimane la corona ha dimostrato di poter reggere il confronto con le valute meglio performanti del momento. La valuta norvegese ha ad esempio avuto un buon comportamento nei confronti del dollaro statunitense, guadagnando oltre il 3% da gennaio ad oggi, e recuperando oltre il 10% nei confronti dell’euro durante lo stesso periodo.
Gli analisti prevedono che il periodo positivo per la valuta norvegese possa durare almeno per tutto il 2009, estendendo una ventata di ottimismo anche per il 2010, anno per il quale, tuttavia, non ci sentiamo di supportare alcun consiglio.
Infine, la Norvegia è riuscita a evitare l’ondata di recessione che ha colpito la quasi intera Europa, crescendo dell’1,3% durante il quarto trimestre del 2008 e dimostrando una solidità quasi sorprendente.
Ultimo aggiornamento (Venerdì 20 Marzo 2009 10:15)


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