|
Le parole di Ben Bernanke sarebbero state "pesanti come massi", secondo l'espressione di Forex Capital Markets. Invece, ieri, Wall Street ha recuperato più del doppio di quanto aveva perso mercoledì (+2,25% l'S&P, +2,68% il Nasdaq). E le borse europee, che questa volata hanno fatto da traino a New York, sono cresciute altrettanto (+2,06 lo Stoxx, +3,05% Parigi, +2,76% Milano, +2,53% Francoforte, +1,9% Londra).
Qualche motivo per gioire si è trovato: in Europa per lo scatto inaspettato dell'indice Markit: negli Stati Uniti per i buoni risultati trimestrali di Caterpillar, 3M e soprattutto Ups. I conti di Microsoft oltre le attese (utili a 4,2 miliardi su ricavi per 16 miliardi di dollari), usciti a borsa chiusa, promettono poi di dare nuovo vigore ai mercati.
I motivi per essere ulteriormente preoccupati, dopo il cauto pessimismo espresso dal presidente della Fed, sono stati invece ignorati. Quando il Dipartimento del Lavoro ha annunciato 464 mila nuove richieste di sussidio di disoccupazione, 35 mila più della settimana precedente e 19 mila più delle stime, il future sull'S&P è addirittura salito di qualche punto. E quanto National Association of Realtors ha comunicato un ulteriore calo nelle vendite di case esistenti (-5,1% contro un atteso -8,1%, il Nyse è salito ancora un poco. E' vero che i prezzi delle abitazioni sono leggermente aumentati a maggio rispetto ad aprile, ma lo stock di case invendute ha raggiunto i 4 milioni, risalendo al livello più alto dell'agosto 2009.
Anche sulla migliorata fiducia tra gli operatori dei servizi e dell'industria manifatturiera in Europa vi sarebbero qualcosa da dire. E la dicono gli stessi economisti che compilano l'indice Markit: potrebbe essersi verificato un temporaneo aumento della fiducia dopo i recenti campionati mondiali, ha spiegato il responsabile della società, lui stesso piuttosto incredulo che l'indicatore fosse salito a 567 punti, quando tutti s'aspettavano che calasse a 55,5. E ha aggiunto di attendersi in ogni caso un rallentamento della crescita nella seconda metà dell'anno. Ma al momento, sembrano potersi consolidare le stime di un Pil dell'area euro in crescita dello 0,6/0,7% (che per gli americani equivarrebbe a un 2,5% circa su base annua) nel secondo trimestre 2010. Ciò che più stupisce è l'improvvisa fiducia di riservata ieri dagli investitori a un indicatore che, oltre a non possedere una tradizione comparabile all'indice Ifo o Zew, ha pure mostrato d'essere coincidente con l'andamento trimestrale del Pil, e talvolta persino ritardato.
Un altro fattore che, a detta degli operatori, avrebbe contribuito a sostenere il tono dei mercati sarebbe stata l'imminente pubblicazione (oggi) degli stress test sulle banche europee: con risultati incoraggianti per l'intero sistema, a detta delle varie autorità nazionali: con indicazioni poco attendibili in caso di una vera crisi, secondo alcuni analisti. Tra questi quelli della danese Saxo Bank che felicemente sintetizza "Un assai poco stressante stress test". In ogni caso, nei forti guadagni segnati ieri dal settore dei titoli bancari europei (+3,16%), gli operatori hanno voluto leggere l'ottimismo, che aleggia su questa prova: sebbene non si capisca perché mai lo stesso comparto abbia fatto segnare a Wall Street una crescita ancor superiore (+4,1%).
Ma New York chi ha ormai abituati a certi guizzi d'irrazionalità. Se ne sono visti anche l'altro giorno, quando la borsa era sì scesa dopo il poco incoraggiante scenario tratteggiato da Bernanke, ma il dollaro era curiosamente rimbalzato sull'euro, quasi che il cauto pessimismo della Fed dovesse riguardare il Vecchio continente. Ieri l'euro s'è ampiamente ripreso (1,289), ma mentre la borsa stava festeggiando, i rendimenti dei titoli di stato Usa sono rimasti sui minimi di periodo (2,93%) per i 10 anni e su quelli storici per i due anni (0,56). E' probabile che i buoni risultati di Caterpillar (+1,7%) segno di una domanda in crescita specie tra i paesi emergenti, e soprattutto di Ups (+5,2%), un buon indicatore dell'attività di aziende e servizi negli Usa e nel resto del mondo, abbiano per un poco distolto l'attenzione degli investitori dal poco esaltante quadro macroeconomico americano.
|