I Paesi BRIC continuano a comprare dollari
Negli scorsi giorni i rappresentanti istituzionali di Brasile, Russia, India e Cina avevano preannunciato una possibile e parziale sostituzione del dollaro statunitense quale valuta di riserva, dando pertanto il via a una serie di anticipazioni circa il possibile deprezzamento della valuta verde in seguito alle grandi masse di moneta che sarebbero state rigettate sul mercato valutario internazionale.
Ebbene, tutto questo non sembra essere successo o, almeno, non è accaduto nelle entità auspicate appena una settimana fa. Anzi, sembra proprio che i quattro Paesi del gruppo BRIC abbiano continuato, negli ultimi giorni, ad acquistare dollari con un buon ritmo, al fine di proseguire nella vecchia strada che porterebbe a un indebolimento delle valute locali con lo scopo di rilanciare le esportazioni, da cui le rispettive economie dipendono in maniera più o meno ingente.
E così Brasile, Russia, India e Cina hanno incrementato di oltre 60 miliardi di dollari le proprie riserve in valuta internazionale durante il mese di maggio, nella speranza di limitare l’incremento delle proprie valute, e sostenere così l’export, messo duramente alla prova dalla peggiore recessione internazionale vista nel mondo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Incremento che durante il mese di maggio si è fatto particolarmente importante, giungendo addirittura all’11,2% di apprezzamento per la valuta brasiliana. E’ invece pari al 6,9% l’apprezzamento del rublo, e del 6,4% quello della rupia.
Il comportamento delle Banche Centrali, a ben vedere, va a contrastare quanto invece predetto da alcuni esponenti di governo durante gli scorsi giorni. Su queste pagine parlammo ad esempio dell’idea del Presidente russo Medvedev, che formalizzerà la proposta di una nuova valuta di scambio durante il prossimo meeting a Yekaterinburg, a metà mese. Ancora meno recentemente, il governo brasiliano auspicò un utilizzo di altre valute estranee al dollaro statunitense negli scambi bilaterali con la Cina.
Complessivamente, le riserve internazionali dei BRIC ammontano oggi a 2,8 trilioni di dollari, con un incremento del 7,8% rispetto a un anno fa, e un peso sul totale mondiale che ha superato il 40%.
Nel solo mese di maggio, gli acquisti di dollari sono stati pari a 2,8 miliardi per il Brasile, mentre la Russia dovrebbe aver acquistato circa 17 miliardi di dollari di valute straniere, con l’India che ha invece ottenuto un incremento delle riserve di oltre 10 miliardi di dollari. La Cina, invece, nello scorso mese ha fatto proprie circa 30 miliardi di dollari di valuta straniera.
E così Brasile, Russia, India e Cina hanno incrementato di oltre 60 miliardi di dollari le proprie riserve in valuta internazionale durante il mese di maggio, nella speranza di limitare l’incremento delle proprie valute, e sostenere così l’export, messo duramente alla prova dalla peggiore recessione internazionale vista nel mondo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Incremento che durante il mese di maggio si è fatto particolarmente importante, giungendo addirittura all’11,2% di apprezzamento per la valuta brasiliana. E’ invece pari al 6,9% l’apprezzamento del rublo, e del 6,4% quello della rupia.
Il comportamento delle Banche Centrali, a ben vedere, va a contrastare quanto invece predetto da alcuni esponenti di governo durante gli scorsi giorni. Su queste pagine parlammo ad esempio dell’idea del Presidente russo Medvedev, che formalizzerà la proposta di una nuova valuta di scambio durante il prossimo meeting a Yekaterinburg, a metà mese. Ancora meno recentemente, il governo brasiliano auspicò un utilizzo di altre valute estranee al dollaro statunitense negli scambi bilaterali con la Cina.
Complessivamente, le riserve internazionali dei BRIC ammontano oggi a 2,8 trilioni di dollari, con un incremento del 7,8% rispetto a un anno fa, e un peso sul totale mondiale che ha superato il 40%.
Nel solo mese di maggio, gli acquisti di dollari sono stati pari a 2,8 miliardi per il Brasile, mentre la Russia dovrebbe aver acquistato circa 17 miliardi di dollari di valute straniere, con l’India che ha invece ottenuto un incremento delle riserve di oltre 10 miliardi di dollari. La Cina, invece, nello scorso mese ha fatto proprie circa 30 miliardi di dollari di valuta straniera.


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