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postheadericon Il dollaro australiano si fa preferire allo yen

Torniamo a parlare ancora una volta delle valute dell’Oceania, contraddistinte da un tasso di interesse benchmark notevolmente più elevato di quello presente in Giappone, e che – anche grazie a ciò – continua a farsi preferire allo yen. Secondo quanto sostiene una recentissima ricerca condotta da RBC Capital Markets, inoltre, il dollaro australiano avrà presto la meglio sul collega neozelandese, apprezzandosi nei confronti della valuta geograficamente più vicina.

Alla base delle considerazioni di RBC Capital Markets vi sarebbe, principalmente, la valutazione secondo la quale gli investitori giapponesi in cerca di impieghi esteri si avvicineranno con sempre maggior vigore agli asset contraddistinti nella valuta australiana, generando pertanto un forte incremento della relativa domanda, che trascinerà verso l’alto le quotazioni del dollaro AUS contro quelle del dollaro neozelandese. 
 
Non solo. Sempre secondo la nota diffusa da RBC Capital Markets, il dollaro australiano sarebbe da preferire (nei soliti termini di una scommessa al rialzo) anche nei confronti dello yen giapponese, per il quale permangono – ad oggi – tutte le condizioni negative che lo farebbero candidare come una delle principali monete di primo piano internazionali a chiudere il 2009 con una tra le peggiori performance. Tutte le più note osservazioni del mese di aprile, compreso un interessante approfondimento di JP Morgan, sembrano infatti spingere lo yen verso una nuova fase di prolungata debolezza, che potrebbe toccare il proprio picco dopo la fine dell’anno. 
 
Di contro, perde gradualmente interesse l’investimento nel dollaro neozelandese. Anche alla base di questa valutazione vi sono numerose determinanti, la più significativa delle quali è forse da ricondurre alle mosse del governatore della Banca Centrale Alan Bollard. L’istituzione monetaria neozelandese continua infatti a ridurre i tassi di interesse, dando luogo a una serie davvero notevole dal luglio dello scorso anno. 
 
Ad ogni modo, il futuro del dollaro australiano sarà comunque influenzato – ancora una volta – principalmente dalle mosse degli investitori giapponesi. Stando a quanto rivela Bloomberg nella sola settimana di metà aprile gli impieghi nipponici in bond contraddistinti da una valuta straniera avevano chiuso in posizione netta per oltre 1 trilione di yen (pari a oltre 10 miliardi di dollari), buona parte dei quali diretti verso la valuta australiana. 
 
D’altronde, il gap tra i tassi di interesse di riferimento nell’arcipelago asiatico, e quelli nell’area australiana – neozelandese, continuano ad essere molto elevati, con i tassi del Giappone che non sembrano volersi discostare da quel minimo assoluto dello 0,1% (livello che, secondo gli analisti, potrebbe essere mantenuto per un altro anno).

Ultimo aggiornamento (Martedì 05 Maggio 2009 11:15)

 
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