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postheadericon La settimana sui mercati valutari: Europa

La settimana valutaria nel vecchio Continente è stata dominata ancora una volta dal susseguirsi di notizie riguardanti la crisi della Grecia.

Recenti sono le ultime dichiarazioni del Presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet, il quale ha annunciato come il Paese sarà in grado di pagare i propri debiti, e smentendo quindi pericoli di espliciti default che invece erano stati fomentati da alcune osservazioni private pessimiste (?) nel corso dei giorni precedenti.

A giovare dall’andamento fondamentale della settimana è stata soprattutto la sterlina. La valuta britannica ha bissato il buon andamento nei confronti del dollaro statunitense, chiudendo la seconda settimana consecutiva in apprezzamento contro la valuta verde. Bene anche l’andamento della sterlina contro l’euro: la valuta britannica ha infatti chiuso la giornata con il decimo incremento di valore consecutivo, realizzando così una lunga striscia che la moneta non riscontrava dal lontano mese del gennaio del 2007.

Il merito di questo scenario è il risultato di una serie di fattori che si sono susseguiti nel corso degli ultimi giorni. Ricordiamo innanzitutto il conseguimento di un livello di crescita dei prezzi alla produzione ben oltre le stime della maggioranza degli analisti, con un miglioramento delle prospettive economiche settoriali che sta interessando diverse aree industriali, come quella immobiliare, dove i prezzi crescono con un ritmo superiore al punto percentuale. 
 
 
L’Istituto Nazionale di Statistica ha inoltre annunciato che il Prodotto Interno Lordo si è sviluppato dello 0,4% nei primi tre mesi dell’anno, mentre la Bank of England ha lasciato invariati allo 0,5% - un record minimo storico – i tassi di interesse di riferimento sulle operazioni di rifinanziamento. 
 
 
Oltre alla sterlina, si registra una forte crescita nei confronti della valuta verde anche da parte del rublo. La valuta russa ha oramai toccato i massimi livelli nelle ultime tre settimane contro il dollaro statunitense. Il merito va in questo caso attribuito soprattutto all’andamento del prezzo del greggio, che ha oramai superato gli 86 dollari al barile, e sul quale si susseguono delle previsioni di ulteriore crescita. Non solo: il chairman della Banca Centrale russa, Sergei Ignatiev, ha recentemente affermato che il credito alle aziende e ai consumatori si svilupperà con un ritmo vicino ai 15 punti percentuali nel corso del 2009, smentendo di fatto eventuali pericoli di ristrettezza in tema di finanziamenti bancari. Gli investitori sembrano così dare fiducia al rublo in maniera più convinta rispetto al recente passato. 
 
 
Rimanendo ancora in ambito europeo, ci limitiamo solo a segnalare le dichiarazioni della Banca Centrale della Polonia, che si è detta molto preoccupata per la crescita troppo rapida del locale zloty a causa di un’accresciuta buona reputazione di cui la valuta gode tra gli investitori.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 21 Aprile 2010 14:32)

 
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