La settimana valutaria in America
Il real brasiliano si conferma infatti una valuta molto in forma, conquistando la migliore performance valutaria della settimana, e non solo nella parte meridionale del continente americano. La valuta può infatti beneficiare di un’altissima domanda per gli asset dei mercati emergenti e, soprattutto, per quelli relativi alla principale economica dell’area latino americana.
Di conseguenza, la valuta è riuscita a guadagnare ancora terreno nei confronti del dollaro statunitense, con un trend che secondo gran parte degli analisti potrebbe continuare anche nel corso dei prossimi mesi, con la conferma delle scommesse sui mercati emergenti.
Per cause (purtroppo) differenti, anche il Cile sembra poter portare in apprezzamento il proprio peso. Dopo un brutto periodo, relativo a tre settimane trascorse ad assistere la propria valuta decrescere nei confronti delle principali controparti, la moneta è riuscita a recuperare in cinque giorni 2,3 punti percentuali contro il dollaro statunitense.
Gli analisti ritengono inoltre che la valuta cilena possa proseguire nella propria strada di crescita, facendo leva sulle azioni che verranno intraprese dal governo per favorire la ricostruzione dopo il terribile terremoto che ha inflitto seri danni a vaste aree della nazione. Stando alle voci locali, il governo e le compagnie di assicurazione venderanno grandi quantità di dollari per supportare le riparazioni rese necessarie dal sisma.
Dal canto nostro, non ci sentiamo di esprimere pareri troppo espliciti. Nel Paese vige ancora una significativa incertezza, condizionata anche dal fatto che il governo cileno non ha ancora chiarito al meglio come intende finanziarsi per ottenere i 9 o i 10 miliardi di dollari, propria quota di riferimento rispetto ai 30 miliardi di dollari che i lavori di ricostruzione sembrano voler esigere. Gli osservatori valutari americani sostengono che il finanziamento avverrà attraverso la vendita di obbligazioni in dollari, influenzando così il trend della coppia valutaria in questione.
Infine, saliamo ancora più a nord per spendere qualche parola per il dollaro statunitense. La valuta è giunta ai massimi livelli da sette mesi contro lo yen giapponese: la ragione sembra essere in gran parte riconducibile all’andamento della disoccupazione, con uno scenario del mercato del lavoro che si sta lentamente schiarendo. Di conseguenza, la valuta è riuscita a guadagnare non solo nei confronti dello yen, ma anche di 13 delle 16 controparti principali. Bene anche l’industria manifatturiera.
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