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La settimana in Europa non ha portato grandissime novità in termini valutari. Partiamo con ordine, cercando di prevedere cosa potrebbe presto accadere alle principali valute del vecchio Continente.
La sterlina britannica ha conquistato l’apprezzamento di diverse compagnie di analisi, che sembrano convinte che il futuro della moneta nel corso delle prossime settimane possa diventare ben più positivo di quanto precedentemente stimato.
Stando a ciò che ha comunicato Rbc Capital Market, ad esempio, la sterlina potrebbe riprendere quota nei confronti dei principali partner internazionali, e soprattutto contro il dollaro australiano e quello canadese, che dovrebbero cedere terreno contro la moneta d’oltremanica. Il sentimento attuale potrebbe supportare significativi movimenti speculativi.
Per quanto riguarda invece il franco svizzero, la valuta centro europea è diminuita con un’incidenza massima da due mesi a questa parte contro la valuta unica europea. La causa sembra essere unicamente da ricercarsi negli atteggiamenti della massima istituzione monetaria locale. La Banca Nazionale della Svizzera ha infatti confermato che – al fine di evitare eccessivi apprezzamenti – presto potrebbe cedere sul mercato altre grandi quantità di franchi. Il risultato è che la valuta ha iniziato una strada decrescente, con performance mai così negative dal 5 febbraio.
Gli atteggiamenti della Banca Nazionale Svizzera sono stati inoltre confermati dalla voce di Jean Pierre Danthine, uno dei massimi rappresentanti dell’istituzione, che ha dichiarato che, per favorire la ripresa delle esportazioni e contenere il declino dei prezzi al consumo, la SNB procederà, con azioni ripetute, a ridurre la tendenza all’apprezzamento del franco. Insomma, niente di nuovo, ci sentiamo di dire, visto che da oltre un anno a questa parte la Banca Centrale è particolarmente preoccupata di influenzare in maniera congrua il trend valutario della moneta di riferimento.
Negli scorsi giorni invece il franco era cresciuto in modo piuttosto sensibile, a causa della diffusione di dati consuntivi e previsionali sui fondamentali locali abbastanza positivi: tra questi, soddisfacente è lo sviluppo della produttività dell’industria manifatturiera, ai massimi da tre anni.
Infine, giungiamo all’euro. La nostra valuta, secondo quanto dicono gli esperti della Tokai Tokyo Securities, potrebbe presto deprezzarsi nei confronti del dollaro statunitense giungendo a quota 1,2475, il valore minimo da oltre un anno. Come sempre accade, l’impressione è che l’attendibilità di queste stime da parte della società di consulenza giapponese dipenderà anche dallo sviluppo di alcune variabili determinanti nel condizionare l’andamento della valuta di riferimento.
Ora che la situazione della Grecia sembra essere sulla via della risoluzione (ma altri Paese potrebbero presto aver necessità di un ulteriore supporto), l’attenzione sta nuovamente tornando sui principali fondamentali.
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