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postheadericon Le dichiarazioni del MinFin giapponese risollevano il dollaro

C’era grande attesa, negli scorsi giorni, per le dichiarazioni del Ministro delle Finanze giapponese Kaoru Yosano. Tale attesa – successivamente non smentita dalla chiarezza di alcune informazioni fornite dal responsabile del dicastero del governo nipponico in merito alle politiche valutarie e finanziarie – era, almeno sullo stesso fronte valutario, principalmente relativa alla posizione assunta nell’arcipelago giapponese nei confronti del dollaro statunitense.

La valuta verde, infatti, nelle ultime settimane era stata sottoposta a un deciso attacco da parte di alcuni partner internazionali, i quali auspicavano una graduale sostituzione del ruolo del dollaro quale principale valuta di riserva. 
 
L’idea di togliere al dollaro questo ruolo che nel corso degli anni sembrava inattaccabile, con la giustificazione di voler incrementare la stabilità economica e finanziaria internazionale, è stata generata soprattutto in terra russa, con il Presidente Medvedev in vena di lanciare alcune innovazioni più o meno radicali, fino ad arrivare alla proposizione di una nuova moneta di riserva creata ad hoc per tale scopo.

In precedenza, Brasile e Cina avevano invece posto basi informali per discutere sull’utilizzo delle due valute locali quali monete di scambio per i propri traffici commerciali bilaterali. 
 
Il Primo Ministro delle Finanze del Giappone è intervenuto indirettamente in proposito, affermando innanzitutto che la fiducia del proprio Paese nei confronti del debito statunitense è ferrea, e successivamente che lo status del dollaro in qualità di valuta globale non è posta in discussione. 
 
 
Nonostante ciò, il dollaro non ha comunque potuto chiudere in positivo la scorsa settimana, a causa anche delle notizie diffuse dal Wall Street Journal sull’intenzione della Federal Reserve di mantenere su elevati ritmi gli acquisti di bond. 
 
 
Bisognerà però ora vedere quanto le dichiarazioni del Ministro giapponese possano essere accolte apertamente dalle banche centrali internazionali. L’impressione è infatti che gli annunci provenienti dal Paese asiatico non abbiano poi un grande riscontro a livello delle istituzioni monetarie, come già avvenuto negli scorsi giorni. 
 
 
In altri termini, la considerazione è quella di una separazione tra gli auspici dei governi e la realtà delle banche centrali, con le seconde impegnate nella diversificazione dei propri asset, con una crescente denominazione in valute non “verdi”. 
 
 
Il Giappone è però pur sempre il secondo acquirente straniero di titoli di debito statunitensi, e l’esplicito annuncio dell’intenzione di proseguire nella loro acquisizione non potrà che portare un po’ di serenità al dollaro. 
 
 
Nel corso dei prossimi giorni si dovrebbero avere maggiori informazioni per delineare il futuro della moneta nordamericana.

Ultimo aggiornamento (Martedì 16 Giugno 2009 13:08)

 
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