Nuova previsione sul dollaro canadese
La scorsa settimana parlammo brevemente del dollaro canadese, ricordando gli stretti legami sussistenti tra la valuta locale (il ‘loonie’) e il dollaro statunitense. La preoccupazione principale degli osservatori – specialmente macroeconomici – è che a causa della contrazione degli investimenti e della domanda proveniente dagli Stati Uniti, l’economia canadese possa subire degli evidenti effetti negativi sul fronte commerciale e finanziario.
Alcuni di questi effetti, legati ovviamente anche ad altre cause endogene ed esogene allo scenario canadese, si sono già fatti vivi sul fronte occupazionale, con un saldo degli occupati negativo per 50.000 unità durante il mese di marzo (e che si appresta essere almeno identico anche durante il mese di aprile, per il quale si attendono i report ufficiali) e su quello dei consumi.Nonostante queste incertezze, il dollaro canadese ha saputo ben rispondere ai timori, dimostrando un buon dinamismo valutario nei confronti del partner più a sud. Ricordiamo come una delle determinanti che hanno maggiormente giocato a favore del loonie fu, durante i giorni precedenti la scorsa settimana, l’assenza di riferimenti al quantitative easing all’interno delle previsioni della Banca Centrale, che ha pertanto indirettamente allontanato l’idea di tale manovra dalle possibilità a breve termine dell’istituzione monetaria.
Giunge ora una nuova previsione sul loonie, che parzialmente va a confermare quanto già stato detto durante il corso della scorsa settimana. La nuova analisi, condotta da TD Securities sulla base di alcuni report tecnici, sostiene che il dollaro statunitense potrebbe essere in grado di deprezzarsi di almeno il 14% contro quello canadese entro il mese di novembre.
A supportare questa previsione, oltre che gli studi più strettamente tecnici della società che ha compilato il report, vi sarebbero anche alcuni presupposti piuttosto evidenti. Il loonie sta vivendo una fase di ottima forma sul fronte internazionale, concludendo con il segno positivo contro il dollaro statunitense la quinta settimana di fila, come mai succedeva da oltre due anni e mezzo.
Inoltre, la moneta canadese si sta gradualmente affermando come un rifugio sicuro, rubando ad altre valute internazionali quella funzione di safe haven che potrebbe giungere a proprio beneficio qualora i timori su un approfondimento della crisi internazionale non dovessero dipanarsi nel breve termine.
Infine, i tassi di riferimento nel Paese: la Banca Centrale ha fatto intendere che l’attuale livello pari allo 0,25% (frutto di un’ultima riduzione compiuta il 21 aprile) potrebbe rimanere stabile per un semestre, con alcuni analisti che appaiono invece convinti della stabilità di tale benchmark fino ad almeno i primi mesi del 2010.
Ultimo aggiornamento (Martedì 05 Maggio 2009 11:39)


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