Previsioni di SC su rupia Indiana e dollaro Singapore
Recentemente pubblicate anche da alcuni media americani, le previsioni di Standard Chartered su alcune valute emergenti danno dei segnali chiari agli investitori del continente asiatico.
La compagnia di analisi ha infatti previsto che gli investitori del Forex dovrebbero vendere il dollaro di Singapore contro la rupia indiana, sulla base dell’evoluzione della bilancia commerciale della città-stato asiatica, destinata a subire dei notevoli peggioramenti nel corso dei prossimi mesi. Al contrario, sebbene l’export del subcontinente indiano non dovrebbe conoscere dei boom ulteriori – come quelli vissuti negli scorsi anni – la domanda interna sarà sufficiente a sostenere su buoni ritmi la crescita di una delle economie più importanti dell’Asia.
Per quanto riguarda Singapore, dando uno sguardo alle osservazioni compiute da Standard Chartered, risulta difficile smentire i timori di come la recessione possa avere nel piccolo stato asiatico degli effetti più gravi che altrove. Il successo e lo sviluppo di Singapore non può che provenire dal livello dei traffici commerciali e finanziari con l’estero, un livello che, proprio a causa delle tensioni internazionali, rischia di subire un forte tracollo durante questo 2009.
Sostengono infatti gli analisti come l’economia del Paese sia influenzata dal fatto che le esportazioni pesino oggi per il 191% del Prodotto Interno Lordo locale. Una percentuale che scende radicalmente per i Paesi confinanti, fino a giungere al 15% per l’economia indiana.
Proprio l’India, pertanto, sarebbe in grado di reggere in maniera più adeguata al ciclone della crisi internazionale, potendosi basare su una domanda interna che dovrebbe continuare a crescere su ritmi sostenuti.
Per tali motivi, gli investitori dovrebbero procedere a negoziare dollaro di Singapore contro rupia indiana, nella speranza che le analisi compiute da Standard Chartered diventino poi realtà.
Ciò che sembra certo è intanto che l’economia della città-stato asiatica subirà una dura contrazione durante il 2009. Rimane da chiarire quale sarà la portata di tale riduzione, che dovrebbe in ogni caso non essere inferiore a un 4-5%, giungendo – in alcuni scenari già stimati – a superare anche il 6%.
L’India, invece, dovrebbe chiudere il 2009 con una crescita di circa il 5%, ben lontana dalla doppia cifra mai raggiunta (ma sfiorata) negli scorsi anni, e anche da quel + 6,3% relativo al 2008.
Come sempre, molto dipenderà tuttavia dall’acuirsi o meno della crisi, e dagli effetti che le politiche monetarie e fiscali che i due Paesi porranno in atto produrranno sugli sviluppi delle rispettive economie.
La compagnia di analisi ha infatti previsto che gli investitori del Forex dovrebbero vendere il dollaro di Singapore contro la rupia indiana, sulla base dell’evoluzione della bilancia commerciale della città-stato asiatica, destinata a subire dei notevoli peggioramenti nel corso dei prossimi mesi. Al contrario, sebbene l’export del subcontinente indiano non dovrebbe conoscere dei boom ulteriori – come quelli vissuti negli scorsi anni – la domanda interna sarà sufficiente a sostenere su buoni ritmi la crescita di una delle economie più importanti dell’Asia.
Per quanto riguarda Singapore, dando uno sguardo alle osservazioni compiute da Standard Chartered, risulta difficile smentire i timori di come la recessione possa avere nel piccolo stato asiatico degli effetti più gravi che altrove. Il successo e lo sviluppo di Singapore non può che provenire dal livello dei traffici commerciali e finanziari con l’estero, un livello che, proprio a causa delle tensioni internazionali, rischia di subire un forte tracollo durante questo 2009.
Sostengono infatti gli analisti come l’economia del Paese sia influenzata dal fatto che le esportazioni pesino oggi per il 191% del Prodotto Interno Lordo locale. Una percentuale che scende radicalmente per i Paesi confinanti, fino a giungere al 15% per l’economia indiana.
Proprio l’India, pertanto, sarebbe in grado di reggere in maniera più adeguata al ciclone della crisi internazionale, potendosi basare su una domanda interna che dovrebbe continuare a crescere su ritmi sostenuti.
Per tali motivi, gli investitori dovrebbero procedere a negoziare dollaro di Singapore contro rupia indiana, nella speranza che le analisi compiute da Standard Chartered diventino poi realtà.
Ciò che sembra certo è intanto che l’economia della città-stato asiatica subirà una dura contrazione durante il 2009. Rimane da chiarire quale sarà la portata di tale riduzione, che dovrebbe in ogni caso non essere inferiore a un 4-5%, giungendo – in alcuni scenari già stimati – a superare anche il 6%.
L’India, invece, dovrebbe chiudere il 2009 con una crescita di circa il 5%, ben lontana dalla doppia cifra mai raggiunta (ma sfiorata) negli scorsi anni, e anche da quel + 6,3% relativo al 2008.
Come sempre, molto dipenderà tuttavia dall’acuirsi o meno della crisi, e dagli effetti che le politiche monetarie e fiscali che i due Paesi porranno in atto produrranno sugli sviluppi delle rispettive economie.
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 18 Marzo 2009 12:55)


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