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postheadericon Rublo troppo forte secondo le analisi di Barclays

Dopo alcune settimane di assenza, torniamo ad occuparci del rublo, la valuta russa continuamente al centro delle attenzioni dei principali osservatori internazionali. L’ultima volta che abbiamo parlato della moneta in questione, era per ricordare uno studio condotto da Deutsche Bank che vedeva candidate la valuta russa e quella polacca (lo zloty) quali emergenti in grado di fornire una potenziale, maggiore soddisfazione agli investitori internazionali. All’epoca, infatti, Deutsche Bank sosteneva che il rublo fosse tra le valute maggiormente sottovalutate all’interno della fascia orientale europea, e che pertanto avrebbe potuto compiere un rimbalzo piuttosto importante nel corso dei mesi successivi. 
 
Controparte di questo apprezzamento avrebbe dovuto essere soprattutto l’Euro, evidentemente al centro di un clima di incertezza che non sembra giovare più di tanto alla moneta unica europea. 
 
Il rublo, d’altronde, si affacciava al 2009 con una perdita di valore pregressa nei confronti dell’Euro piuttosto rilevante, sebbene inferiore a quanto registrato da parte delle altre valute europee, e con un inizio di anno non certo esaltante nei confronti della principale moneta continentale. 
 
La situazione, oggi, è però cambiata, e le analisi che si succedono sembrano voler dare un parere differente sulla situazione della valuta russa. Molti osservatori concordano infatti con le considerazioni meglio formalizzate da Barclays, secondo il quale il rublo sarebbe troppo forte per rendere la Russia efficacemente competitiva in uno scenario critico quale quello attuale. 
 
In altri termini, secondo Barclays sarebbe opportuno che il rublo si deprezzasse di almeno un 15% nei confronti delle altre principali valute che compongono il basket valutario di riferimento, al fine di incrementare la competitività del Paese e il livello delle esportazioni. 
 
Stando agli analisti dell’istituto di credito che ha compiuto lo studio, infatti, l’economia russa rallenterà per tutto il corso del 2009, con un’inflazione che dovrebbe stabilirsi intorno al 13-14%. In queste condizioni, al fine di contribuire al rilancio delle principali variabili macroeconomiche, il rublo dovrebbe raggiungere quello che è stato definito come un nuovo equilibrio deprezzandosi tra il 10% e il 15%. 
 
Un deprezzamento così importante, quale quello stimato da Barclays, se cercato con rapidità e precisione dalle istituzioni governative e monetarie del Paese, potrebbe creare degli evidenti benefici agli investitori in grado di anticipare tale trend. Secondo altri osservatori, tuttavia, è altamente improbabile che la valuta russa possa deprezzarsi in maniera così rilevante durante i prossimi mesi. Vedremo quali saranno le prossime iniziative della locale Banca Centrale.

Ultimo aggiornamento (Martedì 05 Maggio 2009 11:29)

 
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