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postheadericon Sterlina agitata sui pericoli del credito

Quella trascorsa è stata un’altra settimana movimentata per la sterlina: la valuta in oggetto ha infatti dovuto fronteggiare un brusco periodo di deprezzamento sulla base delle notizie non troppo rassicuranti provenienti dai vertici di Standard and Poor’s, nonostante anche sul fronte delle altre valute internazionali le informazioni di analisi fondamentale non fossero particolarmente incoraggianti. La compagnia di analisi ha segnalato che la Gran Bretagna potrebbe perdere l’attuale top credit sul rating per la prima volta nella sua storia. Un simile pericolo sul deterioramento delle condizioni di affidabilità del Paese ha gettato la moneta locale nel panico, retrocedendo nella maniera più sensibile da oltre un mese a questa parte nei confronti del dollaro statunitense, e nelle ultime tre settimane contro l’euro. 
 
Se quanto preventivato dalla società si dovesse tramutare in realtà, Standard & Poor’s potrebbe presto assistere a una revisione dello storico rating britannico: già negli scorsi giorni l’agenzia ebbe l’occasione di formalizzare ciò abbassando il proprio outlook sul tradizionale AAA del Paese da “stabile” a “negativo”, con tutto ciò che ne è conseguito sul fronte valutario e azionario, e con tutto ciò che presumibilmente ne conseguirà su altri scenari. 
 
Gli analisti sembrano inoltre avere pochi dubbi, essendo convinti che la Gran Bretagna andrà incontro a tale riduzione del rating. Se così fosse, la Gran Bretagna andrebbe a fare compagnia alle altre quattro nazioni che hanno subito simile sorte nel recente passato: a causa della crisi economica internazionale, infatti, Irlanda, Grecia, Spagna e Portogallo hanno perso la precedente valutazione, in un ambito complessivo che però lascia intendere un pronto arricchimento di tale schiera di Paesi. 
 
Si riaccendono così i dubbi sulle prossime politiche della Bank of England, la Banca Centrale della nazione. Fin dal mese di marzo, infatti, gli membri dell’organo più elevato della massima istituzione monetaria dell’area si affannarono a sostenere che non vi era alcuno spazio nuovi margini di manovra, lasciando pertanto intendere che un possibile intervento riduttivo sul livello dei tassi di interesse non era nelle intenzioni. 
 
Con le difficoltà che sembrano, però, non voler cessare i loro effetti sul fronte valutario, più di qualche osservatore si domanda se non sia il caso di incrementare l’entità delle politiche di quantitative easing, liberando nuove grandi quantità di moneta sul mercato. 
 
Per alcuni studi, nel corso delle prossime settimane la sterlina dovrebbe recuperare parzialmente terreno nei confronti del dollaro statunitense. In attesa di novità sul fronte monetario, che non dovrebbero tardare a giungere.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 03 Giugno 2009 13:04)

 
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