Sterlina in fase di rafforzamento
Opinione, questa, confermata dalla scelta del G20 di iniettare circa 1 trilione di dollari nell’economia globale, cercando in tal modo di fornire una nuova boccata d’ossigeno allo scenario internazionale.
A fine della scorsa settimana, la sterlina inglese è riuscita a scendere sotto i 90,7 pence per euro durante le negoziazioni a Londra, con un deciso calo rispetto ai 92,8 pence per euro, quotazione del venerdì precedente.
La sterlina ha inoltre guadagnato terreno anche nei confronti del dollaro, giungendo a tagliare il traguardo di un positivo breve trend di quattro giorni, e salendo sopra 1,48 dollari dai precedenti 1,43 dollari.
Secondo gli analisti, la sterlina potrebbe proseguire nella propria corsa all’apprezzamento, giungendo a stabilirsi nel range tra i 90,5 e i 92,5 pence per euro entro le prossime due o tre settimane.
Anche per gli osservatori, infatti, il peggio sembra oramai essere definitivamente alle spalle. Tuttavia questo, da solo, non basterà a spingere la sterlina verso l’alto: il pericolo proviene infatti dai prossimi appuntamenti del calendario macroeconomico, e da alcuni dati che verranno confermati (o smentiti) nel corso delle prossime settimane.
I probabili guadagni della sterlina nei confronti dell’euro potrebbero infatti essere limitati o controbilanciati dagli effetti negativi che avranno le evoluzioni di alcuni indicatori. Tra tutti, i più prossimi dovrebbero essere quelli relativi al mercato real estate britannico, che nel mese di marzo dovrebbe aver perso un altro 2% rispetto al mese precedente, con il prezzo medio della casa che scende al di sotto delle 158 mila sterline, e con un decremento su base annua dei prezzi delle proprietà immobiliari che è oramai pari al 18%.
La Banca Centrale inglese ha invece già ridotto i tassi su livelli minimi, pari allo 0,5%, e non vi sono oramai più margini per nuove riduzioni. Anche per questo motivo la massima istituzione monetaria britannica ha avviato nuove azioni, contemplando anche l’acquisto di grandissime quantità di bond al fine di rinnovare lo stimolo dell’economia locale.
Il Prodotto Interno Lordo dell’area considerata ha già subito una contrazione dell’1,6% nell’ultimo trimestre, per una tendenza che dovrebbe proseguire anche con i dati di inizio anno.
Ultimo aggiornamento (Martedì 07 Aprile 2009 12:21)


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