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Nonostante le performance largamente positive delle valute asiatiche nel corso delle ultime settimane, questo non basterebbe – secondo una recentissima analisi ad opera di uno dei principali istituti di credito europei – per garantire al dollaro di Taiwan quella fiducia che è mancata nel periodo più recente.

 

Stando a uno studio condotto da HSBC Holdings Plc, infatti, il dollaro del Paese asiatico sarebbe in grado di deprezzarsi di almeno il 6% nei confronti della valuta statunitense nel corso del prossimo trimestre, che giungerà a conclusione a fine giugno. 
 
 
La motivazione che sta alla base di questa considerazione è ben nota: il successo (o l’insuccesso) dell’economia taiwanese dipende principalmente dall’andamento delle esportazioni, vero motore trainante della crescita del Prodotto Interno Lordo dell’area. Con la recessione internazionale in fase di peggioramento, ciò che ci si attende è che le esportazioni verso Stati Uniti e verso l’Europa possano conoscere una nuova fase calante, in grado di far precipitare su livelli minimi storici le entità dell’export nazionale. 
 
 
Come è evidente, inoltre, la domanda domestica, secondo gli analisti di HSBC, non avrebbe infatti la soglia minima necessaria per permettere una reazione in caso di una contrazione così tangibile delle esportazioni. Questo potrebbe portare presto a una nuova riduzione del valore della moneta taiwanese nei confronti delle principali valute internazionali e, tra di esse, sicuramente del dollaro statunitense. 
 
 
Effettivamente, a guardare i dati non c’è che da approvare le principali rilevazioni di HSBC: durante il mese di febbraio le esportazioni di Taiwan sono calate ulteriormente, per il quinto mese consecutivo, portando il livello dell’export in uno scenario di contrazione mai così negativo dal 2001 ad oggi. Per quanto riguarda il futuro, gli ordinativi per il prossimo trimestre sono già calati del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una flessione che nel solo mese di gennaio è stata addirittura del 42%. 
 
 
Considerazioni simili sono state inoltre effettuate da HSBC nei confronti delle altre valute dell’area allargata. HSBC ha infatti previsto che la rupia indiana e il peso delle Filippine subiranno dei declini piuttosto evidenti, con un particolare segnale negativo soprattutto per la seconda valuta. 
 
 
Più in dettaglio, HSBC stima che la rupia indiana subirà nel prossimo trimestre una diminuzione del proprio valore pari al 2,7%; peggiore, come preannunciato, il trend stimato per il peso delle Filippine, che dovrebbe subire una contrazione nelle proprie quotazioni di almeno il 9%.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 30 Marzo 2009 13:54)

 
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